lunedì 14 aprile 2014

TRA e FRA



Ultima lezioncina sulle preposizioni e i complementi che queste introducono.

Le preposizioni tra e fra introducono i seguenti complementi.

Stato in luogo: Si trova tra i due palazzi.
Moto a luogo: Arriverà tra noi non prima di domani.
Distanza: Saremo a Milano fra 50 km.
Modo/maniera: Sentenziò la frase incriminata fra i denti.
Rapporto: Il colloquio avvenne tra loro soli; non c'era nessun altro lì.
Tempo: Te lo dirò fra un mese, se ho intenzione di andare a Roma.
              Tra un po' ti spedisco il pacco.

lunedì 17 marzo 2014

INDIRIZZI DI STILE


Voi indirizzate uno stile o uno stile indirizza voi?
Sono possibili e desiderabili tutt'e due le opzioni.
Mi spiego.
Sappiamo che si deve scrivere in diversi stili a seconda del tipo di scritto e del destinatario. Poi, è anche vero che ognuno ha il suo stile preferito che lo caratterizza.
La prima domanda da porsi è: quando siete voi a indirizzare uno stile?
Quando decidete di cosa parlare dovete anche decidere come farlo.

Esempi.
Per un romanzo ambientato nella Francia del 1600 dovrete pensare ad uno stile congruo, che sarà molto diverso da quello adatto a un racconto utopico. Questo si capisce facilmente.
Se scrivete un saggio divulgativo il vostro stile dovrà essere chiaro, informativo, adottando un registro medio (vedi registri linguistici): uno stile completamente diverso da quelli degli altri due esempi.
Certamente la vostra impronta, se ne avete una, si potrà avvertire in tutti gli stili che vi troverete ad adottare, a seconda degli scopi dell'opera da produrre.
Potreste voler utilizzare o creare uno stile composito, uno stile mutante, o un insieme di stili, per stupire prima di tutto voi stessi e poi gli altri.

Quando uno stile indirizza voi, invece?
Uno o più stili si formano col tempo e l'esperienza, maturando dai germi che possono essere: le letture fatte nel tempo, comprese quelle formative dell'infanzia e della giovinezza, gli incontri felici e infelici con la scrittura, propria e altrui, i libri che hanno segnato un periodo importante della vita, gli autori che avete amato oppure odiato; tutte queste cose influiscono e segnano e contribuiscono a formare uno stile o più stili. I vostri e di nessun altro ( a meno che voi non siate uniformati a quelli di qualcun altro).
A un certo punto della vita avrete, o avrete avuto, delle preferenze di scrittura, espressive e/o comunicative: è lo stile che vi indirizza verso ciò che (ora ve ne rendete conto) “voi” preferite.
Questo potrebbe portarvi di prepotenza verso la narrativa, pure verso un genere ben preciso; oppure verso la saggistica; oppure verso altre forme di espressione artistica come la satira, il teatro, la poesia che può diventare canzone... Chissà.

Cosa vi porta a uno stile?
Cosa decidete voi a proposito di stile?


venerdì 7 marzo 2014

Complementi introdotti dalle preposizioni "con" e "su"

Oggi vi presento i complementi introdotti dalle preposizioni con e su, e dalle loro forme articolate.

CON
Col suo raffreddore non riusciva a respirare bene (compl. di causa).
Non era proprio il caso di uscire con quella gamba che gli faceva male. (c. di limitazione).
Potemmo raggiungerli con la bicicletta. (c. di mezzo).
Gli parlava con spavalderia, il maleducato. (c. di modo).
Si tratta di Luigi, quel bel tipo con i capelli neri. (c. di qualità).
Aveva pensato bene di parlarne con tutti gli amici. (c. di rapporto).
Era chiaro che non amava essere in contatto con loro ( “).
Alla riunione scolastica vieni con mamma e papà (c. di unione).

SU
Quel libro sugli animali mi è piaciuto. (c. di argomento).
A quel tempo avrà avuto sui trent'anni. (c. di età).
Per raggiungere quella località, dovrai ancora percorrere sui cinquanta km. (c. di misura).
Si va a mangiare lì solo su prenotazione. (c. di modo).
Si arrampicò sul terrazzo per riparare l'antenna: a quel punto gli dissi di stare attento! (c. di moto a luogo).
Il prosciutto che ho affettato è sui 150 grammi: lascio? (c. di peso).
Ho pagato quella borsa sui 20 euro: un affare! (c. di prezzo).
La villa di Giancarlo dà direttamente sul mare: è bellissima. (c. di stato in luogo).
Penso che il totale del peso possa aggirarsi sui 4 q.li. (c. di stima).
Se ne è andato sulla fine dell'estate e non è tornato più. (c. di tempo determinato).



giovedì 27 febbraio 2014

RITMO NARRATIVO


Un breve post sul ritmo narrativo.
Già ne avevo parlato nell'articolo Il ritmo in una storia.
In linea di massima, nella lettura di un romanzo o di narrativa in generale, possiamo utilizzare vari ritmi che vanno dalla grande lentezza alla concitazione (ritmo rapidissimo).
A seconda delle sequenze narrative, in uno stesso romanzo possiamo trovare anche tutte le sfumature di ritmo che stanno tra i due estremi citati, e questo a seconda dell'effetto voluto.
In un ritmo lento potremmo percepire assenza di fretta, noia e altro sentire che è caratterizzato a volte da pesantezza e forse anche da immobilità, al limite.
In un ritmo concitato avvertiamo invece l'urgenza, la fretta, e possiamo adattarlo al nostro scritto a seconda se vogliamo risvegliare paura, fino al terrore, o altra urgenza, come quando stiamo per perdere l'aereo o per mancare a un appuntamento importante o addirittura vitale.

Quali sono le tecniche da adottare per attivare nel lettore due modi di sentire tanto diversi? 
La cosa non è così semplice, tuttavia, aiuta sapere che...

Per ottenere un effetto di rapidità le frasi dovrebbero essere:
  • brevi e scarne, appunto rapide e in un certo modo definitive, lapidarie;
  • indipendenti oppure legate ad altre frasi altrettanto corte e veloci con semplici congiunzioni o virgole;
  • caratterizzate da verbi e immagini che indicano rapidità: così possiamo dare il senso della velocità, dell'urgenza, della fretta, della concitazione, dell'affanno, ecc.

Per ottenere un effetto di lentezza le frasi dovrebbero essere:
  • complesse e articolate;
  • con dipendenti;
  • con punteggiatura anch'essa più articolata.
  • con verbi e, in generale, immagini che si associano e sono in relazione con la lentezza, la calma, l'immobilità, e simili concetti-caratteristiche: tutto questo aiuta a creare il ritmo pacato che ci interessa.


Quali tecniche usate voi per evidenziare un particolare ritmo nelle vostre narrazioni?


lunedì 24 febbraio 2014

Complementi introdotti dalla preposizione "in"

  ...e sue forme articolate.

Alcuni esempi di frasi che contengono complementi introdotti dalla preposizione “in” e dalle sue forme articolate.

Va sempre in soccorso dei bisognosi! (complemento di fine).
Luigi è sempre stato un asso in psicologia. (c. di limitazione).
Questo tavolo è in radica! (c. di materia).
Viaggio di preferenza in auto, ma Maria preferisce andare in aereo. (c. di mezzo).
Fate tutto nel migliore dei modi! (c. di modo-maniera).
Sono stato benissimo in vacanza in Egitto! (c. di stato in luogo).
Andremo presto in America: vuoi venire con noi? (c. di moto a luogo).
I carri di carnevale passano proprio nel centro del paese; li puoi vedere lì.(c. di moto per luogo).
I furfanti che lo hanno rapinato saranno stati in due o tre. (c. di quantità).
Te lo faccio in tre giorni, il lavoro. (c di tempo continuato).
Gli uccelli migrano in primavera. (c. di tempo determinato).


Prossimamente troverete i complementi introdotti dalla preposizione “con” e dalle sue forme articolate.

mercoledì 12 febbraio 2014

SAGGIO IN 7 MOSSE


Costruire un saggio.
Un lettore mi ha chiesto...
Cosa fare praticamente per costruire un saggio o un saggio breve?

Volentieri rispondo con alcuni consigli generali.
Intanto ricordiamo che vi sono vari tipi di saggio e possono avere costruzioni diverse, ma di questo abbiamo in  questi post:
(seconda parte dell'articolo).

Leggete anche:

Cosa fare.
1)
Per prima cosa bisogna stabilire...
Qual è il tema del saggio?
Un esempio: volete parlare di comunicazione.

A chi è rivolto?
Il libro è rivolto al grande pubblico. Dunque dovrete usare un registro medio (vedi registri linguistici nel post dedicato)

Quale scopo vi prefiggete con la trattazione?
Desiderate far comprendere la gravità del problema che esiste oggi con la comunicazione insufficiente, poco attenta e con i problemi di ignoranza lessicale esistenti. Volete far capire come si possa favorire un ritorno dell'interesse al fine di migliorare la comprensione, la scrittura comunicativa ed espressiva.

Il punto di vista.
Dovrete spiegare da quale punto di vista (esempio, degli insegnanti ed educatori) volete trattare il tema.

Quale tesi volete sostenere?
Dovrete argomentare, esprimendo le vostre opinioni, in che modo si possa ottenere o fare quello che avete asserito. Per far questo portate argomenti, progetti fattibili, dati, e altro che sostengano la vostra tesi.
Eumerate e argomentate le eventuali e possibili soluzioni pratiche per risolvere il problema;
Potete anche presentare un progetto innovativo per imparare a scrivere e a leggere, comprendere, interpretare e quanto la vostra creatività suggerisce.


2)
Decisi questi punti fondamentali, dovrete avere un'idea dei testi e dei documenti che vi potrebbero servire, questo in linea di massima, perché in fase d'opera se ne aggiungeranno quasi sicuramente altri. Nei testi consultati troverete studi sull'argomento, dati, principi utili, fatti ecc.
Segnatevi tutte le opere, i materiali, i documenti di qualsiasi genere (anche quelli online), che vi trovate a utilizzare. Scrivete subito la bibliografia, così non dimenticherete nulla: magari utilizzate un libretto apposta per questo scopo, accompagnandolo al materiale che state scrivendo.

3)
Come affrontare gli argomenti?
Prima di tutto decidete il registro linguistico  da adottare.
Se si tratta di un saggio divulgativo o destinato al grande pubblico il registro medio è quello più indicato.

4)
Premettiamo subito che la scaletta più utilizzata per scrivere un saggio e precisamente un saggio argomentativo, è quella in cui si presentano: il tema da trattare, la tesi con gli argomenti che la sostengono, l'antitesi, con i suoi argomenti, la confutazione di quest'ultima e una conclusione. L'ordine proposto può essere diverso, fermo restando che la conclusione debba essere alla fine. Estremizzando, le varie tesi, antitesi e confutazioni possono mischiarsi all'interno di un tutto comunque ben calibrato e consequenziale: di questo abbiamo già detto in vari post che andrete a leggere per una maggiore chiarezza e per avere altri dettagli su quest'ultima affermazione.

Esempio.
Il tema tratta della comunicazione e dell'ignoranza dilagante che riguardano la comprensione, la comunicazione e l'espressione.
La tesi: si può riuscire a trovare soluzioni per rinverdire e riattivare l'interesse per la nostra bella lingua e per una comunicazione ricca e arricchente.
Argomenti a favore della tesi: imparare rende più ricchi e più felici, imparare fa bene al cuore, dà più potere all'uomo, quello che lo rende più capace di comprendere e così di creare con gioia e di difendersi dagli ostacoli. Le soluzioni preesistenti, le tesi esposte da altri, ecc.
Portare le argomentazioni-prove a favore... (indicare dati, testi ecc.).
Antitesi: è difficile nel contesto attuale riuscire a interessare le persone che preferiscono una via apparentemente facile, l'ignoranza, a quella che sembra più difficile, cioè imparare.
Argomenti a favore dell'antitesi: oggi non viene richiesta troppa cultura. Le persone preferiscono l'apparente facilità.
Confutazione dell'antitesi: gli argomenti a favore della tesi sono più numerosi e potenti di quelli dell'antitesi (quali sono? Indicarli).
Conclusione: dunque, da quanto detto, deduciamo che è molto più proficuo imparare che ignorare.
(L'esempio di tema, tesi, e altro riportato sopra è chiaramente solo un esempio indicativo).

5)
Gli argomenti e come districarsi nell'esporli.

Dovendo portare dalla vostra parte il lettore, vi accingerete ad essere chiari, logici, consequenziali, coinvolgendolo con i connettivi testuali necessari.

Esempio.
Scrivere gli argomenti in ordine: logico, temporale, d'importanza.
Per prima cosa indichiamo...
Prima succede questo, poi quest'altro...
Da principio, in seguito; poi, ancora più tardi...
Passare da un argomento all'altro.
E ora, passando al secondo tema che ci interessa...
Coinvolgere chi legge.
Come abbiamo visto nel secondo capitolo...

6)
Dovete soprattutto illustrare e argomentare il vostro dire con ragionamenti.
Questi ragionamenti saranno ben esposti e chiari se vi avvarrete di connettivi sia semantici, sia testuali.
Pochi esempi con connettivi.
Questo avviene perché... (causa).
Si potrebbe essere ignoranti a tal punto che... (conseguenza).
Questo ci dimostra che l'ignoranza non paga, viceversa... (contrapposizione).
Dunque (conclusione) vediamo che conviene imparare piuttosto che stare alla ricasca di chi ne sa più di noi.

7)
Aiutatevi con liste e schemi ad albero per ordinare gli argomenti in capitoli e sottocapitoli, segnando in ognuno cosa trattare. In questo vi serve di più lo schema ad albero.

Esempio di lista-argomenti di un testo come quello di cui sopra: questi possono anche essere i titoli dei singoli capitoli.
Temi e scopi del libro.
La comunicazione oggi.
Problemi di comprensione, comunicazione e di espressione.
Perché imparare.
Una proposta concreta per imparare.
Vale la pena saper leggere, scrivere e capire?
Non ci sono dubbi sull'importanza di saper comprendere: il potere del sapere.
Conclusione: bisogna imparare per non essere dipendenti da chi ne sa di più. Riassunto di tutti i vantaggi del saper scrivere, leggere, comprendere ed esprimersi.

Su schemi e liste:

ed


Altri link che vi possono essere utili.
Capire il punto, comprendere testi, fatti e opinioni:




Buona lettura e buona scrittura!



lunedì 10 febbraio 2014

Complementi introdotti dalla preposizione "da".



Terza lezione. 
So che gli esempi vi piacciono più di tante parole e dunque eccoveli...

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Frasi-esempio sui complementi introdotti dalla preposizione "da" e sue forme articolate.

Ha ricevuto un complimento dal maestro per il suo compito. (complemento di agente)
Si è separato da sua moglie dopo un litigio. (c. di allontanamento)
Il gelato si è sciolto dal caldo! (c. di causa)
Si trova distante dal centro della città! (c. di distanza)
Le scarpe da jogging che mi hai regalato sono belle! (c. di fine)
Era zoppo da una gamba; in più era anche sordo da un orecchio! (c. di limitazione)
Ho subito capito che era lui dall'accento straniero (c. di mezzo)
Era un'auto da nababbo, la sua: che invidia! (c. di modo)
Era sempre da sua sorella a scroccare il pranzo. (c. di stato in luogo)
Ti ho preparato un bel pranzo: vieni a mangiare da me oggi? (c. di moto a luogo)
Vieni dalla campagna direttamente? (c. di moto da luogo)
Per fare prima puoi passare dal corridoio. (c. di moto per luogo)
Era una bella donna dalle guance rosee e dalle labbra rosse. (c. di qualità)
Non è più venuto. Da un anno non lo vedo! (c. di tempo)

Potete leggere altre frasi con i complementi introdotti dalle preposizioni "di" e "a" rispettivamente nelle lezioni 1 e 2.